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angle-left LA CONCORRENZA TRA PROFESSIONISTI NON SIA SLEALE

LA CONCORRENZA TRA PROFESSIONISTI NON SIA SLEALE

“La libera professione deve essere svolta senza disparità, e le diverse figure professionali devono poter concorrere partendo da una comune disciplina normativa, fiscale e contributiva. Il ddl concorrenza, invece, acuisce le differenze tra le società di ingegneria e quelle tra professionisti”. Così il Presidente della Cassa di Previdenza dei Geometri, Fausto Amadasi, durante l’audizione svoltasi martedì 17 novembre presso la 10^ Commissione (Industria, commercio, turismo) del Senato sul disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza. 

Il riferimento è all’articolo 46 della Legge, che disciplina lo “svolgimento di attività professionali in forma associata”. Tale articolo modifica solo parzialmente la complessa disciplina delle società di ingegneria (SI), non adeguandola a quella delle società tra professionisti (STP). I soli punti fissati dal testo riguardano, infatti, l’obbligo da parte delle SI di dotarsi di un’assicurazione per la responsabilità civile, e la pubblicazione delle stesse da parte dell’ANAC sul proprio sito internet. 

Di fatto, non avviene quel processo di armonizzazione normativa, fiscale e contributiva tra tutte le società che svolgono esclusivamente attività professionale, indipendentemente dalla forma giuridica assunta. Il risultato è la creazione di un grave squilibrio che va a danno del mercato e soprattutto non interviene con i presìdi previsti per tutte le modalità per lo svolgimento della libera professione che garantiscono la tutela dei consumatori, come indicato invece dall’articolo 1 della stessa legge per il mercato e la concorrenza. 

Per far fronte a tali disparità CIPAG e CNGeGl invitano il Governo ad emanare disposizioni che disciplinino l’attività professionale basandosi su due punti fondamentali: il riconoscimento della preminenza dell’attività professionale svolta in tutte le sue modalità, e la definizione di un trattamento fiscale e soprattutto contributivo uguale per tutte le forme societarie in cui si esercita tale attività. Queste sono le basi giuridiche indispensabili per avviare un percorso di reale ed equa concorrenza rese non più procrastinabili dall’avvento sul mercato delle nuove società di servizi, spesso non domestiche, che esercitano attività intermediando l’incarico tra il professionista ed il committente con modalità che prefigurano una forma di “caporalato” che tende a sfruttare i giovani professionisti senza fornire al committente alcuna tutela. 

Se persisteranno le attuali asimmetrie normative i professionisti, singoli o associati, difficilmente potranno competere con tali società, che possono organizzarsi liberamente senza essere sottoposte ad alcun limite normativo ed optare scelte che spesso favoriscono forme di elusione fiscale e contributiva. "Occorre fare una distinzione tra le società che operano solo in questo settore e quelle che invece si occupano anche di altro – afferma il Presidente del CNGeGl, Maurizio Savoncelli – è indispensabile diversificare le due realtà, che non possono essere trattate con la stessa modalità. 

Chiediamo che la libera professione sia svolta senza disparità". "Queste nuove società operano applicando standard di compensi irrisori e stanno creando una nuova forma di “precariato” dei liberi professionisti – conclude Amadasi, Presidente CIPAG – soprattutto nei confronti dei giovan,i diventando di fatto i beneficiari di tutte le agevolazioni fiscali e contributive che lo Stato e le Casse di Previdenza hanno messo in atto per incentivare l’avvio della attività professionale degli under 35. La nostra richiesta è che si attui una completa armonizzazione delle normative sulla professione nel rispetto dei principi di leale concorrenza e tutela del consumatore per tutte le tipologie di Società e che si definiscano in modo adeguato gli obblighi contributivi sia delle STP che delle Società di Ingegneria, anche dando al Governo una delega specifica in alternativa a provvedimenti parziali non sempre coerenti con i principi normativi che regolano questo importante settore della nostra economia".

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